IL PRATO FIORITO A SCUOLA

Articolo a cura dell’alunna Elisa Thona, classe 3ªC della scuola secondaria di 1° grado di Manzano.

Anche quest’anno la nostra classe III C parteciperà al progetto “Il prato fiorito a scuola”. Esso è un’area verde del parco della nostra scuola con dei fiori selvatici.
Perché semineremo fiori selvatici?
Il suolo urbano, come quello del nostro giardino scolastico, spesso è di riporto e non contiene le necessarie quantità di sostanze organiche e di elementi nutritivi indispensabili alla vita delle piante, soprattutto di quelle coltivate. I fiori spontanei, invece, seminati su questi stessi suoli, possono svilupparsi e creare delle comunità vegetali ricche di specie diverse; questo tipo di gestione porta inoltre ad attirare insetti in cerca di nettare e uccelli granivori e insettivori. Il prato fiorito costituisce un piccolo ecosistema che diventa un
“Laboratorio all’aria aperta”, dalla preparazione del terreno alla semina, per seguire le diverse fasi di crescita delle piante, dall’emergenza delle plantule alla fioritura, per osservare la fauna attratta dalla vegetazione, nonché per studiare le dinamiche ecologiche che mettono in relazione le piante selvatiche e alcuni animali.
Cos’è la biodiversità?
In relazione al nostro progetto una parola chiave è: biodiversità. Essa è una parola composta, che si può tradurre in diversità biologica ed esprime il complesso di tutte le forme viventi; il concetto di biodiversità non si riferisce solo al numero delle specie viventi ma anche alla loro abbondanza e alla loro distribuzione. Il numero esatto di quante specie ci siano nel nostro pianeta ancora non si sa. L’unica cosa certa è che le specie viventi conosciute sono circa 1,8 milioni, ma si stima che quelle esistenti siano molte di più. La biodiversità è importante anche dal punto di vista economico (es. tutte le sostanze ricavate dalle piante ed utilizzate in mille modi dalle industrie). Anche il nostro prato è un piccolo esempio di biodiversità perché vi cresceranno diversi fiori selvatici fra cui anche i fiordalisi, un tempo molto abbondanti nei campi di grano, e ora quasi a rischio di estinzione.
Cos’è un hotspot della biodiversità?
Come abbiamo studiato nel nostro libro di geografia trentaquattro regioni costituiscono i principali hotspot di biodiversità della nostra Terra, ovvero delle regioni geografiche con una significativa riserva di biodiversità che è a rischio a causa dell’uomo e delle sue attività. Per essere qualificata come un hotspot di biodiversità una regione deve rispettare due criteri: deve contenere almeno lo 0,5% di specie endemiche(cioè specie vegetali originarie di un certo territorio e che rimangono circoscritte a quell’area limitata) e deve aver perso almeno il 70% della sua vegetazione primaria. Un esempio concreto di hotspot della biodiversità è la foresta amazzonica in America Latina, ricchissima di tipi di piante, importanti anche per la medicina, e di animali e a rischio di distruzione a causa dei disboscamenti per trasformare quelle aree verdi in pascoli o aree coltivate o legna.

Scrivi il tuo messaggio